3 Ottobre 2018

FUORIFESTIVAL

IL POTERE DI LIBERAZIONE DELL’ARTE | WORKSHOP

Sheema Kermani è danzatrice ed attivista per i diritti delle donne e delle minoranze.

Da decenni attraversa il Pakistan con una squadra di attori ed attrici per mettere in scena attraverso il mezzo del teatro dell’oppresso, i maggiori nodi di conflitto fra generi e fra gruppi etnici differenti.

La stessa danza rappresenta per lei – insieme ale arti tutte – un mezzo di liberazione, emancipazione e pacificazione. Per questo motivo abbiamo invitato questa grande figura, una delle donne più attive e riconosciute a livello mondiale, a tenere due giornate di workshop: una dedicata ed aperta alla cittadinanza e l’altra specificatamente pensata e organizzate per gli addetti ai lavori. Operatori socio-sanitari, mediatori culturali, insegnanti, assistenti sociali e quanti lavorano a stretto contatto con le tematiche spesso incrociate dei conflitti di genere e sociali.

INCONTRI:

  • 2 novembre h 16-19 FANO | Sala Ipogea Mediateca Montanari 
  • 3 novembre h 10-13 e 16-19  FANO | Sala Ipogea Mediateca Montanari.

Obiettivi formativi workshop del 3 novembre:
Grazie allo strumento artistico ed alla pratica del teatro dell’oppresso, la gestione dei conflitti viene attuata sui livelli principali e profondi del vissuto, dell’emotività e della funzione immaginifica che sola può intervenire nel cambiamento dei comportamenti. Si lavorerà quindi esattamente sull’area da cui questi conflitti si generano.

Il teatro dell’oppresso ha avuto un grande ruolo nei momenti più difficili di molte culture e di molti paesi. Per citarne uno: il teatro di Augusto Boal nasce in Brasile, in un clima di lotte operaie e contadine, in tempi in cui il regime oppressivo degli anni ’60 del Novecento non consentiva l’espressione di critiche né di liberi pensieri e opinioni in pubblico. Boal portò il teatro nella vita quotidiana delle persone, mostrando che ognuno di noi può influenzare attivamente gli sviluppi sociopolitici. Dal livello individuale a quello sociale, quindi. Emotività, cultura e aderenza sociale: i tre livelli sono toccati nello stesso intervento così come una formazione che voglia essere davvero incisiva, deve fare.

Sheema lavorerà con una squadra di attori ed attrici per rendere ancora più concreto e preciso il suo intervento, rendendolo prezioso per chi maneggia e gestisce questo tipo di dinamiche.

La sua modalità riesce ad incontrare vari livelli di alfabetismo, di condizione sociale, proprio perché nata ed esercitata in un paese così eterogeneo come il Pakistan e poi sviluppata in giro per il mondo, in ambiti artistici, politici, di formazione.