30 Settembre 2018

SHEEMA KERMANI

SHEEMA KERMANI

Gli sforzi fatti da Sheema Karmani per reintrodurre la danza in una società conservatrice hanno creato una rivoluzione culturale in Pakistan. 

La sua audacia si sforza di integrare, inserire e mobilizzare la danza classica, il teatro, la televisione e la recitazione come forme alternative di comunicazione ,principalmente per le donne. In un ambiente di ostilità e sospetto, la danza recitativa è un mezzo ampiamente accettato da tutte le fasce della società e aiuta a favorire la pace e l’amicizia nel paese.

Sheema Karmani è nata nel 1951 in una famiglia borghese di Rawalpindi, in Pakistan. Ha studiato belle arti, cinema e arte e si è preparata in musica classica e danza Indiana. L’interesse della Kermani riguardo la giustizia , la pace e i diritti delle donne la convinsero a costituire Tehrik-e-Niswan, un gruppo di azione culturale che  creasse consapevolezza riguardo allo stato subordinato delle donne nella società e focalizzasse il problema femminile eliminando le leggi razziali contro di loro.

Usando la danza, la recitazione e la musica, Tehrik-e-Niswan e Khermani affrontarono rilevanti problemi sociali per creare una pubblica consapevolezza e portare alla luce la parte vera della società antifemminista.

Le sue attività forzarono lo stato ad introdurre un emendamento al Performing Act Ordinance per mezzo del quale tutte le rappresentazioni femminili erano bandite. Questo divieto è ancora operativo e gli artisti devono ottenere un certificato di non obiezione, in cui si decide che danze, oscenità e nudità non sono permesse.  Tuttavia lei sfida questi divieti e continua ad esibirsi insegnando anche danza classica.  Ha anche letto e scritto ampiamente sulla storia, il significato, la bellezza e l’importanza delle belle arti.

Avendo viaggiato in tutto il mondo , ha creato molti balletti, tra cui il più importante è “ The song of Mohenjodaro”, sia in India che in Europa.  In una nazione dove la danza è tabu, le sue rappresentazioni sono riuscite ad avviare dialoghi e discussioni per mezzo di un cambiamento progressivo nelle norme culturali, pratiche ingiuste e valori sociali.

Sheema ha fatto parte soprattutto  del movimento femminista di resistenza in Pakistan. Attraverso i suoi sforzi di integrazione dei diritti delle donne, eredità culturali ed espressioni creative è riuscita a raggiungere giovani e anziani, uomini e donne.    L’instancabile criticismo della Kermani riguardo alle politiche e alle leggi contro le donne introdotte dallo Stato durante la legge marziale del 1980, ancora in atto nel paese, ha portato ad una grande coscienza tra la gente.

Il suo contatto iniziale con la danza, la musica classica indiana e  la musica classica dell’Ovest di cui il padre di Sheema era appassionato è stato durante una visita a Hyderabad  alimentarono l’interesse verso le arti. 

Da giovane Sheema studia la musica classica proveniente dall’ovest e aveva letto tutta la letteratuta classica possibile.  I genitori  le diedero anche una notevole possibilità di spaziare nel mondo della danza, della recitazione e della musica.

Viaggiarono in tutto il Pakistan e in tutto il mondo visitando musei e gallerie d’arte, assistendo anche alle migliori rappresentazioni in Europa e nel Regno Unito – lei si ricorda un balletto con Rudolph Nureyev e Margot Fonteyn e un dramma teatrale con Laurence Olivier e Maggie Smith.

Tutto ciò fece parte della sua educazione .

Sheema è marxista e femminista. Crede nell’ideologia  Marxista ed ha una visione di una società senza classi sociali dove uomini e donne hanno le stesse opportunità.

Tuttavia  è convinta che il femminismo sia un riconoscimento dell’esistenza del sessismo, dominato dal maschio  patriarcale . Considera se stessa un’attivista dei diritti umani e si batte  per cambiare la discriminazione contro le donne nella loro società in modo da trovare eguali dignità e rispetto.

“Sono i valori che devono cambiare e anche gli atteggiamenti verso le donne sia nella società che nello Stato.”

La musica classica fu bandita nel 1983 dal generale Zia ul Haq. Da quel momento è stato molto difficile esibirsi ed esistere come ballerina in Pakistan.  Tutti gli altri danzatori hanno lasciato il Pakistan nel 1983 e Sheema è stata l’unica ballerina ad esibirsi e insegnare in Pakistan. Il problema principale fu quello di organizzare spettacoli pubblicamente in modo da ottenere un NOC – Certificato di non Obiezione.   Per ottenerlo si deve sottostare ad una procedura lunghissima e laboriosa fatta di burocrazia, si deve correre da un ufficio all’altro e finalmente ottenere un pezzo di carta in cui si decide che : “ la danza, le oscenità e la nudità non sono permesse; è permesso vestirsi solo con vestiti di origini islamiche; i vestiti non devono essere attillati in modo da mostrare le curve del corpo; niente deve essere fatto contro i valori islamici.”

Recentemente Sheema era ad una festa dove ha sentito una donna che chiacchierava con un’altra consigliandole di non sedersi accanto a lei perché era una danzatrice.  Spesso Sheema è uscita vestita in un certo modo per uno spettacolo e ha dovuto guardarsi intorno per controllare se qualcuno voleva attaccarla o addirittura spararle.

Spesso quando i governi sono oscurantisti come quello di Zia ul Haq, tutto diventa molto difficile e a volte impossibile. Per quanto riguarda la mentalità della società rispetto la danza, decise che tutto ciò non avrebbe influito sulle sue decisioni.

Spesso Sheema ha ricevuto minacce di morte dai gruppi fondamentalisti – in un hotel dove Sheema si esibiva ci fu la  minaccia di far esplodere una bomba.  Questo è quello che questa grande donna ha dovuto affrontare dall’inizio.  Lei è convinta che la cultura è il solo mezzo per aiutare il suo paese a superare le divisioni etniche, religiose e linguistiche.  La cultura supera le barriere linguistiche, geografiche e tutto il resto.

Sheema crede che la danza è parte delle nostre vite – ci sentiamo vivi quando danziamo! In verità lei non vede la danza come Hindu o Musulmana;  è come se scoppiasse una bomba:  questa sceglierebbe tra Hindu o Musulmani ? –la bomba distruggerebbe a prescindere dalla religione? Allo stesso modo è convinta che la danza non può essere chiamata solo Hindu o Musulmana.

Nello stesso tempo è convinta che la danza esisteva ancora prima della religione come all’epoca della civiltà  Mohenjodaro in cui veniva data molta importanza a questa arte.